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Ha
una superficie di 10,4 kmq
e 7.723 abitanti. E’
costituita da due altipiani uno occidentale (di
Anacapri) che culmina nel monte Solaro (589m).
l’altro orientale che
culmina nel monte Tiberio (334 m), uniti da una insellatura
centrale. La costa, quasi sempre alta e con dirupi, è costellata da
grotte famose per la loro
straordinaria bellezza (Grotta Azzurra ,
Grotta Verde, ecc. a
sud-est la fronteggiano gli scogli chiamati
faraglioni,
noti in tutto il mondo. Le
principali risorse economiche dell’isola sono l’agricoltura
(coltivazione della vite, l’olivo, di ortaggi, agrumi, frutta), la
pesca e soprattutto il turismo. Centinaia di miglia di persone
provenienti da ogni parte del mondo giungono, infatti, ogni anno a
Capri, attirate dalle bellezze naturali, dal clima mite e
dall’ottima attrezzatura turistica. Il
comune di Capri, situato nell’insellatura trai due monti, presenta un
aspetto molto Caratteristico per le strade strette, la piccola piazzetta
centrale, le case candide con tetti a volta o a terrazza. Il
comune di Anacapri, più piccolo è situato a ridosso del monte Solaro. Abitata
fin dai tempi remoti, in epoca romana Capri fu luogo di soggiorno di
imperatori. Nel medioevo l’isola, passata alla repubblica di Amalfi e
quindi agli Svevi, conobbe un periodo di decadenza e per secoli fu
ogetto di scorrerie piratesche soprattutto saracene, poi, nel XVIII
secolo, ridivenne località alla moda, prediletta anche da Ferdinando IV
di Borbone. Dal 1806 al 1815 passò dalle mani
degli Inglesi a quelle di Gioacchino Murat, per tornare poi ai Borboni. Rivestono
grande interesse i monumenti di epoca romana, perché oltre ad Augusto
che vi stabilì una ricca dimora, anche l’imperatore Tiberio
predilesse quest’isola e vi abitò dal 27 al 37 d.C., facendovi
costruire 12 ville sountuose, dedicate ciascuna a una divinità. La più
importante fra quelle superstiti è villa Iovis,
eretta su una rupe a picco, sui fianchi del monte Tiberio, con i diversi
edifici su vari piani digradanti, raccordati fra loro da scale. Notevoli
sono anche la villa di Damecuta. La
chiesa bizantina di San Costanzo,
del IX secolo: la grande certosa del XIV secolo; i resti del castello di
Giovanna d’Angiò. info@ladolcevitataxicharter.com |